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Trasporto pendolare

febbraio 18, 2010

Dopo l’elezione la mia attenzione sarà mirata all’ approfondimento della situazione del trasporto pendolare in un’ottica di controllo dei costi e incremento dei servizi ad essi dedicati.
Valutare gli investimenti e le attenzioni per il servizio ferroviario da parte di Stato e Regione, monitorare la qualità del servizio, pensare ad iniziative che mettano in luce i punti in maggiore sofferenza della rete, realizzare incontri con i comitati pendolari.: gli obiettivi del mio contributo

Come dare risposta a questi processi?
Dentro quale prospettiva si andranno a muovere gli investimenti nei prossimi anni? Cosa succede del restante servizio universale (ossia quello che non si ripaga con il prezzo dei biglietti)? E’ una discussione quanto mai urgente per dare risposta alle richieste dei pendolari e per attrarre una parte dei flussi che si spostano quotidianamente in automobile.
Come dare risposta a quella significativa propensione al cambiamento che tutte le indagini mettono in luce? Circa il 69% di coloro che utilizzano l’auto, secondo il Censis, si dichiarano disponibili a cambiare e a prendere il treno qualora il servizio fosse competitivo.

Quello che serve è una discussione politica che finalmente prescinda da una logica puramente infrastrutturale.

Un altro scenario per i pendolari italiani è possibile

Il tema del trasporto pendolare deve entrare nell’agenda delle politiche nazionali, e occorre farlo ponendosi un obiettivo all’altezza della sfida lanciata dall’Unione Europea al 2020 in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e di cui si è discusso a Copenaghen.

1) Nuovi treni per i pendolari
Solo con un parco rotabile rinnovato sarà possibile dare risposta ai disagi di una domanda in costante aumento. L’affollamento dei convogli sta diventando sempre più una ragione dei ritardi per la difficoltà di accesso alle carrozze e di chiusura delle porte.

2) Più treni e maggiori risorse per il servizio di trasporto pendolare.
Bisogna chiamare il Governo e la Regione alle proprie responsabilità di dare certezze agli interventi di miglioramento del servizio.
Il trasporto pendolare è una componente fondamentale delle politiche nazionali dei trasporti e dunque si deve individuare un meccanismo di finanziamento certo per far crescere l’offerta di treni progressivamente nel tempo. Istituire un fondo nazionale per il trasporto locale, finanziato con i proventi di parte della tassazione sui carburanti (come da tempo si discute nella Conferenza Stato Regioni).

3) Priorità alle città negli investimenti infrastrutturali

Spostare nei nodi urbani la voce maggioritaria della spesa per infrastrutture. Almeno il 50% della spesa nazionale per le opere pubbliche deve andare alla realizzazione di nuove linee di metropolitane e del servizio ferroviario pendolare, di tram.
In modo da realizzare gli interventi di ammodernamento delle linee urbane, di realizzazione di binari dedicati al trasporto regionale e metropolitano, tratte di aggiramento per le merci, nuove stazioni attrezzate con parcheggi e servizi.

4) L’attenzione alla qualità del servizio
Migliorare la qualità non dipende solo dalle risorse a disposizione, ma dalla disponibilità ad ascoltare i pendolari
Nelle città europee il confronto, la partecipazione e l’informazione dei pendolari sono considerati fondamentali per dare forza alla prospettiva di un potenziamento del servizio, per monitorare il
servizio sulla rete (puntualità, organizzazione delle coincidenze tra treni, grado di affollamento, igiene, climatizzazione, informazione e cortesia del personale).

Partire dall’istituzione di una carta dei diritti dei pendolari che fissi obiettivi di servizio, diritti dei cittadini utenti, condizioni minime di informazione, qualità, rimborso per disfunzioni e disagi.

5) Legare politiche dei trasporti e urbanistiche nelle aree urbane
Alla base delle esperienze di maggiore successo di integrazione tra linee di trasporto ferroviario regionale e metropolitano con il trasporto pubblico locale nelle città europee è la forte condivisione di obiettivi e strategie tra i diversi Enti Locali e una attenta integrazione delle politiche urbanistiche e dei trasporti. In Italia occorre rivedere poteri e competenze in materia proprio perché finché non verranno istituite le Città metropolitane, mancherà un coordinamento tra questo tipo di scelte.

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